Παρασκευή, 30 Μαΐου 2014

GUERRA ASIMMETRICA CONTRO Ι CRISTIANI. UNA NUOVA ERA

Due aspetti inconciliabili

La Chiesa, in quanto comunità di credenti, da una parte è una realtà da considerare da un punto di vista  teologico, spirituale e sociale. Dall’altra nel mondo  giuridico e secondo i vigenti sistemi legislativi essa è considerata come società secolare con struttura legale, legittimo esercizio di governo e autorità pubblica, idonea a produrre attestati, documenti validi eccetera. Queste due accezioni sono reali, ma al tempo stesso appaiono inconciliabili.  Si pone a questo punto un problema di esistenza: con la sua presunta  dimensione istituzionale e la sua riduzione a realtà secolare in quanto Chiesa di Stato, in quale spazio la chiesa potrà mai inserire una presenza spirituale nella odierna comunità di credenti?

È da tempo che si va ribadendo che il continente europeo vive ormai in èra post-cristianaÈ tramontato il modello tradizionale della morale cristiana; sono aboliti sia l’insegnamento della religione che la formazione  religiosa nelle scuole pubbliche. Stanno diminuendo le famiglie cristiane di tradizione religiosa. La gente   non va più dietro alla religione del passato. La società delle grandi città si evolve in società plurireligiosa e pluriculturale, a contatto con masse di immigrati non cristiani, musulmani,  non credenti, o persone divenute atee.  Avendo definitivamente   perduto il potere assoluto sul mondo religioso, ecco che i capi delle chiese stanno cercando, tra nuovi equilibri, di far prevalere il loro potere presso la gente, il governo  ed i rappresentanti dei partiti politici.

Un po’ alla volta, nell’ Europa post-cristiana, la fede  si è risolta ormai in una sorta di ‘cultura’ influenzata dal clima dominante che arriva per delle vie, che sono  diverse dalla quelle della Chiesa istituzionale e della teologia tradizionale. re(http://e-theologia.blogspot.gr/2010/11/blog-post_6541.html)
La  situazione  in  Grecia

In Grecia la situazione non sembra molto diversa. Osservando la vita socio-politica, constatiamo ad esempio che oggi anche nei piccoli centri della provincia, le persone preferiscono  il matrimonio civile a quello religioso. Ciò era inconcepibile solo pochi decenni fa. Inoltre c’è la convivenza delle coppie, giacché i giovani , nel dare inizio ad una famiglia, temono di impegnarsi in una vita in comune di tipo religioso. Le celebrazioni religiose in chiesa non sono più una panacea per tutti. Battesimo, matrimonio, frequenza ai sacramenti e tradizioni culturali e religiose (come la confessione) non sono più vincolanti per molti credenti. Ognuno segue la sua scelta e decide liberamente cosa fare e come gestire la sua fede in Dio basandosi sul proprio personale punto di vista. Gli individui  non si fidano più della “chiesa di governo”, la considera collusa con i meccanismi di un potere corrotto.

Ho cercato, in qualche modo, di indicare rischi  a cui viene  esposta dai  "nuovi atei"  la vita di ogni giorno, mediante nuovi modi di vivere che inducono ad allontanarsi da Dio; son questi i rischi di una società che non è più religiosa. Di fronte a tale situazione, sembrerebbe impossibile pensare che oggi ci siano ancora uomini di chiesa e sacerdoti capaci d fronteggiare tale pressione, e attivare una  forza spirituale e psicologica, una fede tale , da ispirare persone e giovani raccogliendoli intorno a sé.


Ed  è davvero impossibile capire  come facciano i responsabili di strutture tradizionali (parrocchie, monasteri, opere sociali, ecc) a portare avanti con regolarità, pur nel crescente declino, quelle realtà. La dirigenza gestita dalla cosiddetta “chiesa di stato” funziona come cassa di finanziamenti.  La  chiesa funziona come un autorità istituzionale. Perciò lo Stato è solito schierarsi contro coloro che ottengono consensi popolari, producendo attività culturali e sociali e provocando o scuotendo l’ autorità religiosa della “religione predominante”

Nuove persecuzioni

I cristiani di oggi sembrano del tutto travolti dalla dilagante crisi di valori, non riescono più  a capire che cosa stia accadendo intorno a loro e nell’ambito  dei singoli circoli della “chiesa”: la  Chiesa unica ha finito col dividersi in tante  chiese, in conflitto tra loro, specie a causa di interessi materiali!  Ed i cristiani non possono risolvere questo problema cruciale: perché le chiese sono in maggior parte senza giovani, e le casse vuote di risorse.
Il rinnovamento del clero è oggi un problema  molto serio, come lo è l’ esistenza dell’alto clero. È  un problema grave e irrisolto, che intanto spacca l’unità tra clero, laici e chiesa dell’alto clero. Quest’ultima ha smesso di funzionare da ente governativo pubblico, ma ciò non fa che dare maggiore fiducia alle forze laiche, presso le quali ognuno assicura i suoi risparmi  per la vecchiaia ,  ignorando  il prossimo che soffre indigenza.

Dove si trova il nemico?  Che cosa in fondo fa morire il cristianesimo?   E come mai la gente  si allontana   dalla  chiesa?  Chi non fa bene il suo dovere di dirigente? Da dove viene la minaccia, e come affrontarla?

Un tempo i persecutori lasciavano i cristiani  in balia delle bestie, li imprigionavano,  torturavano,  e  mettevano a morte in vari modi. Li consideravano «fuori legge ».  Oggi  c’ è una nuova persecuzione, quella  convenzionale, contro i cristiani:  non solo in Siria, ma anche in altri paesi. Lì dove ci sono cristiani, ci sono anche nemici visibili, attivi con armi, violenza,  sangue e  morte.

In  Grecia, che cosa avviene attualmente ? A che distanza sono dai cristiani i persecutori? In che modo li minacciano, e come cercano di  demolire la società greca nelle sue tradizioni e radici  ortodosse? Che cosa li potrà fermare ? Una volta si diceva alla gente che il più grande pericolo era il "comunismo" (!), in quanto distruggeva la fede. Di conseguenza  essere un “buon cristiano” equivaleva ad essere "anti-comunista", o comunque "di destra". Sono poi arrivati  quelli “di destra”,  apparentemente brava gente; hanno preso in mano il potere, e così è stata smascherata la grande menzogna. Costoro hanno distrutto sistematicamente, e progressivamente, tutti i valore tradizionali  che erano rimasti in piedi. Prima  partecipavano a processioni, sfilate, manifestazioni pubbliche per rendersi popolari e raccogliere voti; poi con manovre occulte presero in mano i posti di governo, e mediante un assolutismo politico fatto di "cooperazione", di tradimenti e misure di pubblica sicurezza, fecero in modo da non lasciare più nulla in piedi. Un metodo analogo  lo mettono in pratica i "traditori"  quando occupano posti determinanti, un metodo applicato poi in tante circostanze, soprattutto quando si prendevano decisioni per controllare e assoggettare i cristiani.

Guerra asimmetrica

In che misura si può considerare ‘asimmetrica’[1] , la guerra subdola che oggi si porta avanti, contro cristiani, uomini di Chiesa, o contro monasteri e parrocchie?  Una guerra contro tutti i gruppi religiosi, associazioni, istituzioni, iniziative che il sistema, senza tanti scrupoli, battezza come realtà marginali, per screditarne qualsiasi resistenza.

 Ci sono analisi di esperti, di solito largamente finanziate, per  stabilire minuziosamente le condizioni degli interventi armati, e tutelare il bene comune di tutti i cittadini, in modo che i comuni mortali possano “dormire sonni  tranquilli”.

Ma, se tale "guerra asimmetricaviene rivolta contro i cristiani , in che modo si realizza?  E che cosa accade se la “chiesa” come realtà istituzionale entra in tacito conflitto con la chiesa, comunità ecclesiale? Come potrà realizzare la sua difesa e come potrà progettare le modalità di sopravvivenza di quelle istituzioni tradizionali che oggi sono organizzate nella ortodossia? In parole semplici e dirette: come potranno sopravvivere i cristiani? Quando si mira ad ogni valore di ablazione designato dalle società stesse, l’operazione della  guerra asimmetrica (asymmetric warfare ) è  tra le più pericolose ed i risultati tra i più dannosi. Sono i nemici a sottoscrivere e autorizzare, anzi a interagire per raggiungere il loro obbiettivo di distruzione. Niente  li può fermare, se non un grande miracolo. E se questo non avviene,  che cosa ci sarà ?

La "guerra asimmetrica" è di solito eseguita da gruppi organizzati non convenzionali con interessi nascosti e obiettivi ben precisi. Essi utilizzano  come strumenti il denaro, la corruzione delle coscienze, i mass media, e non si fermano davanti a nessun ostacolo.
Questi gruppi fanno appello alla legge dello Stato, alla Chiesa, ai sacri Canoni, alla sacra Tradizione e via dicendo. Agiscono arbitrariamente con la copertura della loro leadership,  ricattando i "dirigenti" candidati, prima di portarli  al potere, e, naturalmente, assicurando "silenzio" e connivenza alla  comune "criminalità". Obiettivo- chiave è piegare la volontà decisionale della militanza cristiana e dei pensatori che li strumentalizzano e sfruttano finanziariamente.
La globalizzazione trova oggi i suoi metodi nella persecuzione moderna contro i cristiani e i dirigenti che combattono a favore del cittadino comune. Attualmente questa è il  “cavallo di Troia” contro i cristiani. La  “chiesa” colpisce spietatamente e tradisce gli stessi cristiani pur di rimanere al potere.
Ha ragione lo studioso americano William J. Hartman: “ gli attacchi asimmetrici mirano ad un effetto principalmente psicologico, per colpire la volontà, la capacità e la libertà di azione dell'avversario (Fonte:Globalizzazione e asimmetrico Warfare)

L’ultima battaglia  la si potrà valutare solo alla fine.  Solo allora ci sarà una valutazione sull' opportunità di permettere ai cristiani militanti di affrontare  dignitosamente il timore che cerca di incutere il potere religioso, tradito  prima che  si distrugga ogni santo e beato con la semplice firma di  un "alto funzionario"
Immaginate un accordo segreto tra Stato e Chiesa di Grecia,  stipulato un giorno con un decreto presidenziale, a motivo della crisi economica, con un semplice articolo che decida: “sopprimere la chiesa”!
Che cosa  ci sarà allora? Cristiani, cittadini, siete in ascolto?

Archim. Dr. Ignatios Stavropoulos
(Trad.  Sophia Katsi, p. Rosario Scogniamiglio ) 


















[1] Originariamente si intendeva per “guerra asimmetrica”  la guerra tra due o più soggetti  (di diritto internazionale pubblico) o tra gruppi le cui rispettive forze militari differivano in modo notevole . L’accezione moderno "minaccia asimmetrica"​​ è di uso recente, soprattutto presso analisti militari in relazione ad una guerra. La valutazione va fatta nel miglior modo possibile calcolando i vari sistemi di difesa e le particolari misure di sicurezza a favore dei cittadini.

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